lunedì 22 dicembre 2014

Contatti e collaborazioni


Chi sono?  Piacere, sono Valentina, ho 28 anni e da sempre amo leggere. Non passa un giorno in cui non mi possiate trovare seduta al tavolo o accucciata al fresco sulle scale di casa con un libro ed una buona tazza di tè caldo in mano, magari circondata dai miei amati gatti. Gestisco questo blog, nonostante gli alti e bassi, da ormai qualche anno anche se principalmente potete trovarmi sul mio canale Youtube dal lontano 2011.

Cosa leggo?  Sono una lettrice completamente onnivora tanto che leggo davvero di tutto spaziando da libri ad opere a fumetti. I generi che prediligo sono: letteratura giapponese in generale (a cui ho dedicato un'intera rubrica sul canale, link), young adult, fantasy e tutto quello che lo circonda, paranormale, distopici, anche se passo da un genere ad un altro senza alcun tipo di problema come potrete vedere dal mio profilo goodreads.

Per case edirici ed autori. Sarei disponibile ed interessata a leggere e recensire sul mio canale le vostre pubblicazioni ed a ricevere informazioni di ogni genere sulle varie novità delle Vostre uscite così da poterle condividere coi miei followers.  Autori attenzione: attualmente sono diventata molto selettiva nell'accettare o meno opere da voi proposte e molto spesso preferisco fare post di segnalazione che recensioni vere e proprie.

Le varie recensioni che potete trovare qua sul blog o sul canale Youtube sono totalmente oneste e dettate dal mio singolo parere personale, senza alcun condizionamento da parte di terzi.

Se interessati, potete contattarmi direttamente via email: vale_gam89@hotmail.it

Attualmente il blog/canale Youtube collabora con le seguenti case e editrici che ringrazio ancora per la fiducia concessami.








 


domenica 21 dicembre 2014

[Recensione] - "L'isola senza sorriso" di Enrique Fernández

Cosa succede quando un geologo burbero e distrutto emotivamente dalla perdita della moglie e del figlio approda su un'isola, per compiere ricerche lavorative, ed incontra una bambina che con il suo essere esuberante e fantasiosa, cerca in tutti i modi di coinvolgerlo e di trasportarlo all'interno del suo mondo colorato di magia e folklore?

E' questa la storia dei due protagonisti di questa fiaba a fumetti "L'isola senza sorriso", per tutte le età, edita da Tunué (che ringrazio calorosamente per avermi dato la possibilità di leggere quest'opera) scritta da Enrique Fernández, conosciuto qua in Italia per altre opere, fra cui spicca "Il mago di Oz".
Lui, Milander Dean, e lei, Elianor, due facce emotive della stessa medaglia che giorno dopo giorno si trovano a vivere un continuo "crescere" della loro vita, imparando che la speranza è sempre l'ultima a morire e che se non c'è speranza tutto il resto non potrà mai andare nel verso giusto.
Sfogliando le varie pagine, sembra di trovarsi di fronte ad una copia de "Il Piccolo Principe", dove l'insegnamento più grande è rivolto verso il valore delle piccole cose che, sì possono sembrare insignificanti, all'inizio, ma in realtà scavando nel profondo non è così.

Le varie tavole sono amalgamate fra loro con colori scuri che, nonostante presentino una tendenza alla "cupidità" ed al freddo (il blu prevale in tutte le sue sfumature), riescono spesso a sembrare "calde" grazie alla presenza di pennellate di giallo e rosso che donano ai vari disegni quel senso di pace e magia che cattura il lettore dalla prima all'ultima pagina.

Se amate leggere fumetti e non solo, anche libri, quest'opera fa per voi. Vi catturerà e vi trasporterà in un mondo da cui sarà difficile uscirne. Da parte mia: consigliatissimo!

Il mio voto:

giovedì 18 dicembre 2014

Oggi parliamo con... #7 - Francesca Rossini

Sono davvero tanti gli autori esordienti che con le loro sole forze e/o con l'aiuto di una piccola casa editrice si dilettano nello scrivere una storia che possa catturare il vasto pubblico di lettori. Oggi, infatti, siamo qua con Francesca Rossini a cui do il mio personale benvenuto nel blog. Conosciamola assieme! ^^

Ciao Francesca, grazie innanzitutto della tua disponibilità. Che ne diresti d'iniziare parlandoci un pochino te, di cosa ti piace fare ma soprattutto di cosa ti ha portata ad approcciarti alla scrittura e che ruolo ha quest'ultima nella tua vita?

Ciao, grazie a te. Io sono un’insegnante che da sempre coltiva l’amore per i libri. Hanno accompagnato la mia adolescenza tutti i classici, da Foscolo a Verga, che aveva mio padre nella libreria. Poi sono passata agli autori contemporanei, ora leggo tutto quel che mi passa sotto mano. Amo definirmi praticamente onnivora in campo letterario, pur prediligendo i thriller e i gialli. Per quanto riguarda la scrittura ho iniziato scribacchiando favole per i miei alunni, poi due anni e mezzo fa, nella noia della gravidanza a riposo forzato prima e nell'interminabile attesa dell’ultima poppata poi, non so cosa sia scattato in me, ho iniziato a scrivere di getto. La scrittura ha avuto un ruolo fondamentale, mi ha fatto sentire viva quando le mie giornate si limitavano a poppate e pannolini, ha mantenuto il mio cervello allenato, e mi ha dato la forza per non crollare, con due figlie da crescere e un marito lontano, completamente sola.

"Phoenix" è il titolo del tuo romanzo, da cosa ti è nata l'idea di questa storia a carattere giallo/noir?

Adoro i gialli, i thriller, lo spionaggio e adoro i film e le serie televisive di questo genere. L’agente segreto, nello stile del vecchio James Bond, mi ha sempre affascinato, come mi affascinano gli intrighi, i misteri e i sotterfugi della guerra fredda. In realtà la storia è nata da sé, doveva essere un raccontino, da tenere nel PC, poi una pagina ha seguito l’altra e documentandomi per sviluppare un’idea ne nasceva subito un’altra.

Ti va di parlaci un pochino della trama?

Il romanzo è ambientato nei primi anni ottanta, in piena guerra fredda, i luoghi sono tra i monti Appalachi negli Stati Uniti, la Svizzera e la Germania, nella famigerata prigione della Stasi. L’affascinante ma problematico agente segreto Clay Hobbs, invincibile nel suo lavoro, ma con comportamenti ossessivi, al limite di ciò che viene definito ‘normale’, si ritrova a dover chiedere aiuto ad una novellina: una informatrice che lavora come infermiera in un ospedale, dove l’agente deve rapire un uomo del Kgb, latitante da anni. L’infermiera Leila Lane, l’esatto opposto dell’uomo: con una vita familiare disastrata, che si arrabatta a vivere la sua caotica esistenza, portando sulle spalle il peso di un figlio da crescere da sola e di una sorella disoccupata che vive in casa sua, è inesperta e impacciata, ma è tenace e forte nell'affrontare le difficoltà. Dal loro incontro parte una serie di eventi a catena che porterà i due protagonisti a vivere gomito a gomito un’avventura che li avvicinerà, anche se tra continui litigi e battibecchi. Ma a ingarbugliare le cose l’arrivo di un altro agente, Rebecca Doyle, l’eterna fidanzata dell’enigmatico Clay. I rapporti si complicano e così pure la storia, che tra complotti e agguati, porterà i tre nella Berlino est del regime comunista.

Com'è stato scriverlo? Quali sono stati i momenti più importanti e quali gli aspetti che hai cercato di valorizzare e far emergere maggiormente in questa storia?

Scriverlo è stato un’avventura, la prima stesura è stata un’emozione, un’adrenalina indescrivibile e un’immensa soddisfazione: passavo ore ed ore ticchettando freneticamente sui tasti, completamente rapita, dimenticavo di mangiare e dormire. I personaggi prendevano vita, di notte li sognavo e nascevano capitoli interi con estrema facilità…ma era solo la prima bozza. Poi le ricerche lunghe e difficili, anche per la scelta dei luoghi così lontani. Ho passato secoli a guardare mappe satellitari e non, cercando i posti adatti negli sperduti monti e altrettanti a studiare la storia di quel periodo, anche se poi ho deciso di lasciarla solo come sfondo per non appesantire il romanzo, ho studiato tutti i metodi di tortura noti nella prigione della Stasi, letto le testimonianze di chi c’è stato, insomma, non è stata una passeggiata.
Ho cercato di dar spazio ai personaggi, alle loro emozioni e alle loro complicate personalità, soprattutto Clay, bello come il sole, ma con un animo chiuso e problematico, che si scoprirà non essere dovuto solo al tipo di lavoro. Io adoro la psicologia, mi piace indagare e mettere le mani nelle infinite possibilità della psiche. I rapporti tra i protagonisti, che si andranno complicando via via che i due supereranno il disagio per il loro essere così diversi, sono stati per me il fulcro della storia, poi ovvio, si parla di spionaggio, l’azione fa da padrona, questi poveretti vengono sballottati da una parte all'altra senza fermarsi un attimo fino all'epilogo.

Si dice che, di solito, prima di essere scrittori si è anche lettori. Sei d'accordo con quest'affermazione? Quanto è importante la lettura nelle tue giornate? Quali sono i generi che maggiormente ti affascinano?

Nulla di più vero, non capisco chi si definisce scrittore dicendo: “no, io non leggo” ma come è possibile? Nasce tutto dall'amore per la lettura: le idee, il modo di scrivere, il genere di storie che si andranno a raccontare, hanno origine dalla mescolanza di tutto ciò che abbiamo letto e che ci ha segnato. Io, come ho detto prima, divoro di tutto, anche se di solito non amo testi filosofici o filosofeggianti… I miei preferiti sono i thriller, gli horror di King, le saghe di Follet, ma i miei miti sono Pirandello e Calvino, tra le cui pagine ho passato tanti e tanti pomeriggi dai dodici anni in poi. Ora, con l’avvento degli ebook, la sera posso dedicarmi alla lettura senza accendere la luce e svegliare le mie bimbe. Leggo molti esordienti, anche se nel weekend, amo ancora prendere in mano il cartaceo e immergermi nelle trame dei miei big preferiti.

Hai già progetti di scrittura futuri in testa?

Ne ho talmente tanti, sono nella così detta fase creativa (che spero non termini mai), sicuramente un seguito di Phoenix, perché il finale lascia più di un punto in sospeso, poi ho vari progetti di favole didattiche, uno studiato per bambini non udenti e uno sulle paure infantili. Nel frattempo, per non rischiare di annoiarmi, scrivo racconti su piattaforme come the incipit e 20lines e collaboro con il sito ‘il momento di scrivere’ dove curo la rubrica “dalla bozza al romanzo” Insomma, se aggiungiamo due bambine e un lavoro a scuola, mi servirebbero giornate di quarantott'ore per fare tutto. Comunque sono soddisfatta e serena per come stanno andando le cose: se due anni fa mi avessero detto che avrei pubblicato un romanzo, avrei riso di cuore, invece tutto è possibile, basta impegnarsi e soprattutto crederci fino in fondo. Questo il mio consiglio per tutti quelli che vorrebbero provarci: la strada è lunga e in salita, ma non ascoltate chi vi dice che è impossibile, non lo è!

Davvero dei progetti interessanti! Ti auguro tutta la fortuna nel realizzarli! :D
Grazie per aver condiviso con noi le tue esperienze di scrittura e di averci aiutato a conoscerti! ^^

mercoledì 17 dicembre 2014

Oggi parliamo con... #6 - Elena G. Santoro

Un caloroso buongiorno a voi amici lettori e buon mercoledì! Oggi siamo qua per conoscere una nuova amica del blog, Elena G. Santoro. Conosciamola assieme.

Ciao Elena, grazie innanzitutto della tua disponibilità. Che ne diresti d'iniziare parlandoci un pochino te, di cosa ti piace fare ma soprattutto di cosa ti ha portata ad approcciarti alla scrittura e che ruolo ha quest'ultima nella tua vita?

Ciao e grazie per avermi ospitato nel tuo bellissimo blog! Che ruolo ha la scrittura nella mia vita? Bella domanda! Nel senso, ha un ruolo che è sempre un po’ sacrificato, visto che, a parte tutto, sono una mamma che lavora, che sta fuori casa dodici ore al giorno, che fa regolarmente trasferte all’estero e che nel tempo libero vorrebbe anche godersi i figli finché sono piccoli! E tuttavia, quando i pargoli dormono, come in questo momento, non posso fare a meno di scrivere, anche solo un paragrafino. Ho iniziato a scrivere a quattordici anni, quando avrei voluto più libertà per me e i miei genitori magari non me ne concedevano (e giustamente!) quanta io ne avrei voluta. Allora inventavo storie di adolescenti molto più indipendenti di me. All’epoca ho scritto dei romanzi, o meglio, col senno di poi sarebbe giusto definirli dei lunghi racconti a mano su dei taccuini – chissà quanto sarebbero lunghi realmente, se stesso su Word – e per farli leggere ai miei amici dovevo prestare tutto il taccuino, sperando che tornasse indietro! Poi per molti anni non mi sono data affatto alla narrativa, piuttosto alla corrispondenza, alla diaristica, agli articoli suoi blog, altri generi, insomma. E poi non so dirti come è ricominciata, ero incinta e non mi potevo muovere, mi annoiavo e dovevo tenere la mente impegnata, così ho rispolverato i vecchi personaggi di allora, li ho fatti crescere, li ho proiettati in un contesto più attuale et voilà, ho scritto dei romanzi per davvero. Avevo molta voglia di sognare e di crearmi un mondo in cui le cose andassero meglio che nella realtà.

"L'occasione di una vita" è il titolo del tuo romanzo, da cosa ti è nata l'idea di questa storia a carattere sentimentale?

Allora, ero appunto incinta e avevo già scritto un romanzo dal titolo “Perché ne sono innamorata” (Uscito nel 2013 con Edizioni Montag). Ma la gravidanza era solo a metà e allora mi sono chiesta: e adesso la storia come va avanti? Così ho buttato giù la prima versione di “L’occasione di una vita”, in cui gli stessi personaggi del primo libro si trovano, due anni dopo, a fronteggiare altri problemi.  Futura e Patrick, i protagonisti principali, ora sono una giovane coppia che convive; Ljuda e Massimo (lei ex cattiva ragazza e lui ex seminarista) ora sono sposati e hanno ben due bambini e Manuela, studentessa di giurisprudenza di famiglia benestante e con ambizioni glamour pretende di cambiare il mondo intorno a sé.

Ti va di parlaci un pochino della trama?

La trama si svolge su tre filoni, il primo drammatico, il secondo e il terzo sono tragicomici.
La parte “seria” riguarda Futura e Patrick, che si trovano a fronteggiare una gravidanza inattesa e scoprono di essere su posizioni opposte. Lei non è particolarmente entusiasta, ma non direbbe di noi. Lui, pur riconoscendo che la decisione ultima non spetti a lui, non accetta l’idea. Quando però Patrick diventa più possibilista, lei perde il bambino spontaneamente. A quel punto c’è il patatrac. Futura non crede più nelle buone intenzioni di Patrick e se ne va di casa. È l’inizio di una commedia degli equivoci, Patrick e Futura a quel punto non riescono più a incontrarsi né a chiarirsi e lui la rincorrerà per tutta l’Irlanda pur di ricomporre la loro relazione. Ci riusciranno, con molta fatica solo mettendo insieme il dolore che entrambi portano dentro per la perdita del bambino.
Poi c’è la parte rocambolesca e assolutamente ironica: Ljuda, casalinga disperata, diventa concorrente del Reality più famoso d’Italia e qui sperimenterà sulla propria pelle tutta la crudeltà di un certo tipo di televisione, che darà in pasto la sua storia al resto del Paese, e alla fine di tutto il suo matrimonio entrerà seriamente in crisi.
Infine c’è Manuela, che fa la volontaria nella Casa di Accoglienza per donne in difficoltà gestita proprio da Massimo. Lei è piena di buone intenzioni ma non si rende conto che il suo desiderio di glamour poco si sposa con le possibilità economiche della Casa. Tra parentesi riporto le storie di immigrate e di ex prostitute sfuggite allo sfruttamento. Tali storie sono fittizie, ma sono ispirate alla vita di alcune ospiti della Casa degli Amici di Lazzaro, una struttura realmente esistente qua a Torino, dove io vivo.
In conclusione, il mio è un romanzo che si può definire sentimentale in prima battuta, ma non è un romance classico e, tra l’altro, è sempre molto casto. Gli amanti del romance puro forse saranno delusi, io ho sempre l’abitudine di inserire delle tematiche sociali in quello che scrivo.

Com'è stato scriverlo? Quali sono stati i momenti più importanti e quali gli aspetti che hai cercato di valorizzare e far emergere maggiormente in questa storia?

Ho parlato di aborto spontaneo proprio per esorcizzare tutte le mie paure. Molte volte mentre ero incinta sognavo di perdere mio figlio, che incubo! E allora, mentre scrivevo, non potevo non domandarmi come sarebbe stato, se mi fosse accaduto veramente. La mia risposta personale è stata non negare la perdita subita, non negare il lutto, ma affrontarlo, metterlo in comunione nella coppia. La scena che più mi ha emozionato scrivere è stata quella in cui Patrick smette di minimizzare il problema e scoppia in lacrime. Mi ha fatto piacere quando chi è passato da questa triste esperienza mi ha detto che ho reso la situazione molto bene e ho descritto credibilmente entrambi i punti di vista, di lui e lei.
E poi, appunto, c’è la denuncia sociale, c’è il mio disprezzo per un certo tipo di televisione spazzatura, oggi definita anche televisione del dolore. Infine ho voluto menzionare, raccontando della Casa di Accoglienza, la condizione in cui vivono certe donne, vittime di violenza.

Si dice che, di solito, prima di essere scrittori si è anche lettori. Sei d'accordo con quest'affermazione? Quanto è importante la lettura nelle tue giornate? Quali sono i generi che maggiormente ti affascinano?

Certo che sì! Io leggo un sacco! Di solito ha impatto su di me chi racconta la realtà, come Perissinotto, la Mazzantini, Carofiglio. Amo anche il genere surreale, ma quando è palesemente, esageratamente tale. Poi mi piacciono anche gli autori che riescono a fare piangere, a toccare temi seri utilizzando un linguaggio leggero. Alessandro Piperno o Jonathan Tropper nel suo “Dopo di lei”, che è la storia (tragicomica e rocambolesca) di un imbranato ventinovenne che è appena rimasto vedovo. Ci sono pagine che fanno morire dal ridere, perché raccontano con ironia pazzesca le vicissitudini del ragazzo circondato dalle vicine di case che ci provano e dal figliastro sedicenne che si caccia nei casini. Ma poi ci sono altre pagine di dolore puro, dove le lacrime del lettore scendono copiose anche se le situazioni, come descritte, rasentano l’assurdo. Comunque, come lettrice, vado anche alla ricerca di belle e struggenti storie d’amore e di finali lieti e positivi. I finali per me devono essere pieni, soddisfacenti. Possibilmente positivi, ma comunque pieni, nel bene o nel male. E le storie d’amore che rimangono a metà, con lui che muore, o lei che fugge, proprio non mi garbano.

Hai già progetti di scrittura futuri in testa?

Altroché! “Perché ne sono innamorata” e “L’occasione di una vita” hanno otto fratellini più piccoli, che non sono ancora stati pubblicati eccetto il nono “Un errore di gioventù”, uscito nel 2014 con 0111 Edizioni. In pratica, dopo i primi due è venuta fuori una saga. Ho voluto anticipare l’uscita del nono, saltando tutti gli altri, perché trattava un tema che a me sta particolarmente a cuore: la pena di morte. Infatti nel 2010 in Florida è stato giustiziato un mio penfriend americano, con cui corrispondevo da otto anni. Questo libro è dedicato a lui e alla sua famiglia. In realtà non racconto la sua storia, ma una storia solo ispirata alla sua, però ritenevo fosse importante farlo. Il mio amico, Martin Eddie Grossman, era colpevole, ma la sua morte, che non ha comunque riportato in vita la sua vittima, ha avuto come unica conseguenza solo altro dolore e un’altra famiglia dilaniata. I parenti del mio Eddie sono stati felici di sapere che io non avevo dimenticato e adesso che il libro è stato anche tradotto in inglese ed è disponibile gratuitamente in versione ebook, lo potranno leggere!
Ma Futura e Patrick e la loro saga non sono i miei unici personaggi: poche settimane fa è uscito un altro mio romanzo, “Gli Angeli del Bar di Fronte”, 0111 Edizioni, in cui ci sono protagonisti completamente diversi.
Nel frattempo, ho un paio di ideucce che mi frullano nella testa…

Ti auguro tanta fortuna, sia a te che alle tue opere! Grazie per aver condiviso con noi le tue esperienze. :)

domenica 14 dicembre 2014

Christmas Carol Book TAG



Natale si avvicina sempre di più e con esso i book tag natalizi spuntano fuori come funghi. Oggi ve ne voglio proporre uno molto carino che ho visto sul blog The Scent Of Books!
E le vostre risposte quali sono? :D

sabato 13 dicembre 2014

Oggi parliamo con... #5 - Thomas Melis

Un buon Sabato a tutti voi amici lettori e non. Questo per me sarà un weekend parecchio lungo ed impegnato fra ciclamini da imbustare per mia madre e porta candele da costruire, ma non per questo mi sono dimenticata di voi.
Eccoci qua con una nuova intervista, oggi parleremo con Thomas Melis. Conosciamolo assieme!

Ciao Thomas, grazie innanzitutto della tua disponibilità. Che ne diresti d'iniziare parlandoci un pochino te, di cosa ti piace fare ma soprattutto di cosa ti ha portata ad approcciarti alla scrittura e che ruolo ha quest'ultima nella tua vita?

“La scelta di scrivere è stata, per me, una diretta conseguenza del forte interesse che ho avuto sin da bambino per la lettura e per la narrativa. La lettura mi ha accompagnato durante tutto il mio periodo scolastico e accademico, fornendomi le competenze per migliorare la mia capacità di produrre testi scritti. Successivamente, a questo primo bagaglio culturale, si è sommato quello professionale, nel campo della progettazione sui fondi comunitari e della consulenza aziendale, che mi ha portato a lavorare quotidianamente alla redazione e all’editing di documenti complessi, come per esempio i business plan. Si è trattato di una scuola di scrittura molto rigida e con un registro linguistico estremamente burocratico, ma mi ha fatto intravedere la possibilità di poter creare un testo articolato, come quello del romanzo, utilizzando nuove metodologie di scrittura. Un’esperienza significativa è venuta, nel frattempo, dalle collaborazioni che ho avuto per alcune riviste on line di attualità politica che hanno rappresentato l’anello di congiunzione tra la scrittura tecnica del  mio lavoro e quella artistica di A un passo dalla vita”.

"A un passo dalla vita" è il titolo del tuo romanzo, da cosa ti è nata l'idea di questa storia?

“L’idea è nata, banalmente, dall’osservazione della realtà della mia generazione e dalla lettura dei giornali. Bastano le fredde cifre delle statistiche a comprendere dove ho preso l’ispirazione per raccontare la storia di Calisto, del Secco e degli altri personaggi di A un passo dalla vita. Proprio qualche giorno fa, il Censis ci ha fatto sapere che la disoccupazione tra i 15 e i 34 anni è ormai giunta al 75,9%. Bene, parliamo esattamente di buona parte di quella generazione cresciuta con il miraggio della ricchezza e del successo da raggiungere attraverso lo studio e il lavoro: oggi lo studio, in Italia, serve a poco e il lavoro è diventato solo un sogno, o meglio un incubo. In questa situazione i personaggi del mio romanzo decidono di strappare violentemente ciò che la società a promesso loro, con tutte le conseguenze che questa scelta comporterà”.

Ti va di parlaci un pochino della trama?

“Il romanzo è ambientato in una Firenze notturna, mai nominata e lontana dai circuiti turisti tradizionali che la caratterizzano. In questo scenario si muove il gruppo di giovani meridionali legati a Calisto, il personaggio principale. Il sodalizio criminale – perché di questo si tratta –, si muove tra la periferia degradata e il glorioso centro storico nel tentativo di scalare la gerarchia del narcotraffico cittadino e godere di tutti i vantaggi che il denaro può permettere. In realtà, tale deriva sarà accompagnata, logicamente, da numerosi drammi ai quali parteciperanno anche due speculari personaggi femminili: Tati, organica all'ambiente delle discoteche e delle feste lussuose e degeneri in cui i personaggi si muovono, e Holli, la ragazza che opera nel circuito sociale che si occupa delle vittime del gruppo criminale e nella quale Calisto intravede una redenzione”.

Com’è stato scriverlo? Quali sono stati i momenti più importanti e quali gli aspetti che hai cercato di valorizzare e far emergere maggiormente in questa storia?

“Scriverlo è stato, di per sé, un’esperienza unica. Innanzitutto è stata una scuola vera e propria che mi ha permesso di impegnarmi in una tipologia di scrittura per me completamente nuova. La lavorazione de romanzo ha richiesto mesi di studio su un’ampia sequela di argomenti: dal lessico alle rotte del narcotraffico, passando per le carte processuali, i saggi sulla finanza internazionale fino ad arrivare ai testi in vernacolo e ai dizionari sul gergo carcerario. Gli elementi che ho voluto far emergere sono, quindi, affiorati da questa attività di studio, attraverso la quale ho voluto disegnare il contesto socioeconomico entro cui i personaggi si muovono, sottolineando, nondimeno, il loro cinismo e la loro profonda malvagità. Perché il mio obiettivo non è giustificare scelte sbagliate ma fornire uno spunto di riflessione sul drammatico momento storico in cui viviamo”.  

Si dice che, di solito, prima di essere scrittori si è anche lettori. Sei d'accordo con quest'affermazione? Quanto è importante la lettura nelle tue giornate? Quali sono i generi che maggiormente ti affascinano?

“Sono totalmente d’accordo con la tua affermazione. Come ho detto precedentemente, nel mio caso, la lettura è venuta prima di ogni altra cosa, senza una profonda conoscenza dei maestri di quest’arte non avrei mai potuto, nemmeno lontanamente, pensare di scrivere un libro: sarebbe stato impossibile. Leggo ogni giorno, il massimo di ore che riesco a ritagliare dal resto dei miei impegni, e quando non lo faccio mi rendo conto che mi manca qualcosa. I generi che mi affascinano sono quelli legati al mio romanzo, e quindi il noir, l’hard boiled e le crime stories in genere. Questo per quanto riguarda la narrativa, altrimenti leggo molto volentieri monografie storiche, testi di teoria politica oppure saggi socioeconomici: sono comunque anche questi elementi di cui è intriso A un passo dalla vita”.

Hai già progetti di scrittura futuri in testa?

“Non ho ancora valutato seriamente la possibilità, direi che si tratta di qualcosa di prematuro, per il momento. Credo, però, che se decidessi di scrivere un nuovo romanzo lo dedicherei a un argomento legato alla mia terra d’origine: la triste e bellissima Sardegna. Poi chissà, non escludo un seguito di A un passo dalla vita… In questo periodo, comunque, cerco di lavorare perché A un passo dalla vita raggiunga il miglior risultato possibile. Una volta esaurita questa fase, valuterò meglio cosa fare”

Ringraziandoti per lo spazio che hai voluto concedermi sul tuo blog, lascio un saluto ai lettori, ricordando loro che potranno trovare A un passo dalla vita in tutte le principali librerie on line.

Ed io ringrazio te per la tua disponibilità e auguro tanta fortuna alla tua opera. :)

venerdì 12 dicembre 2014

Anime - Fullmetal Alchemist Brotherhood


Quando si dice "il primo amore non si scorda mai", non è propriamente sbagliato.
Questo discorso vale per qualsiasi campo: persone, libri, fumetti, anime, film, ecc... Sono quelle "fisse" che, nonostante sia passato del tempo, riescono sempre a ricatturati ed a ri-trasportarti fra le loro braccia. Questo è quello che mi è successo di recente guardando Fullmetal Alchemist Brotherhood, il reboot dell'anime di Fullmetal Alchemist del lontano 2003 ma con una storia più fedele a quella del manga. 

Due storie che, con l'andare delle puntate, si sviluppano in modi diversi ma che riescono, entrambe, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, tutto questo grazie all'ottimo sviluppo dei vari protagonisti che riescono ad adattarsi alle varie situazioni che si presentano di fronte a loro anche se questi eventi prendono pieghe diverse fra loro. 


Ah, non so se si era capito ma ve ne consiglio calorosamente la visione!



giovedì 11 dicembre 2014

Oggi parliamo con... #4 - Elena Cecconi

Miei cari amici lettori buongiorno! Come avrete notare ultimamente il blog si è risvegliato (era ora) e sta portando tante nuove novità! Sono nate nuove collaborazioni con autori e case editrici, a tempo debito ve ne parlerò per bene.Oggi sono di nuovo qua per presentarvi un'altra scrittrice, Elena Cecconi. Conosciamola assieme che ne dite? ;)

Ciao Elena, grazie innanzitutto della tua disponibilità. Che ne diresti d'iniziare parlandoci un pochino te, di cosa ti piace fare ma soprattutto di cosa ti ha portata ad approcciarti alla scrittura e che ruolo ha quest'ultima nella tua vita?

Grazie a te dello spazio che mi stai dando. Parlarti di me... ecco vivo a Prato, ho 36 anni e sono una mamma, una lavoratrice e una sognatrice.
Le mie più grandi passioni sono i libri, la musica e la cucina.
Mi sono cimentata nella scrittura per una sorta di sfida, e adesso eccomi qua.

"A piedi nudi verso di te" e "Semplicemente Perfetta" sono i titoli dei tuoi romanzi, da cosa ti è nata l'idea di questa storia?

E' una storia che avevo in testa da un po'. Buttarla giù è stato facile, avevo già in mente la trama e conoscevo ormai benissimo i personaggi. Il difficile è stato descriverli e farli "prendere vita" all'interno della storia. Per non parlare della scrittura, è stato uno scalino davvero difficile per me, che non sono mai stata brava a scrivere, avevo 9 in matematica e 4 in italiano.

Ti va di parlaci un pochino della trama?

"A piedi nudi verso te" è la storia di Martina e Thomas, due ragazzi che si incontrano per caso, ma che poi scoprono che il destino li avrebbe fatti comunque incontrare. Ovviamente si innamorano follemente l'uno dell'altra, fin quando non vengono separati dalla distanza. Infatti lui è americano e deve tornare a New York per dei problemi familiari.
La storia è ambientata quindi fra Firenze, città dive vive e lavora Martina e New York, dove Thomas ha il suo mondo.
Il resto credo vada scoperto leggendo.
Il secondo romanzo "Semplicemente perfetta" non è altro che il punto di vista di Thomas, narrato quindi da lui.
Mancavano a mio avviso molti aspetti della vita del protagonista maschile, lati del suo carattere da conoscere e momenti di vita degni di essere raccontati. Per questo credo che il secondo romanzo completi totalmente la storia.

Com'è stato scriverlo? Quali sono stati i momenti più importanti e quali gli aspetti che hai cercato di valorizzare e far emergere maggiormente in questa storia?

Scriverlo è stato abbastanza facile, come dicevo prima. Ero un vulcano di idee, riuscivo a scrivere anche 30  pagine al giorno, senza stancarmi. Il momento credo cruciale della storia sia quando Thomas si espone con Martina, raccontando chi è veramente e cosa lo ha portato ad essere l'uomo che era in quel momento. Ha dovuto rischiare di perderla pur di essere sincero. Questa è stata la parte più valorizzata del primo romanzo. Mentre per il secondo mi sono concentrata molto sul tempo trascorso da Thomas da solo a New York, quando aspettava che lei lo raggiungesse, quando tutto sembrava fosse di nuovo per sfuggirgli di mano. Sono pagine cariche di ansia e tormento di un uomo che ha paura di perdere di nuovo se stesso.

Si dice che, di solito, prima di essere scrittori si è anche lettori. Sei d'accordo con quest'affermazione? Quanto è importante la lettura nelle tue giornate? Quali sono i generi che maggiormente ti affascinano?

Leggo moltissimo. Ho poche settimane fa donato due scatole di libri ad un mercatino dell'usato. Dagli Harmony ai vampiri, passando per le sfumature. Leggo di tutto, basta che ci sia l'amore. Da quando due anni fa ho scoperto l'e-reader, ho creduto di essere piombata al paese dei balocchi. E con il digitale sono esplose una miriade di autrici italiane, alcune con davvero grosse potenzialità e finalmente il mondo della scrittura è aperto a tutti e a pochi centesimi.
Non sono molto d'accordo con chi critica pesantemente il self-publishing, credo che da un libro che costa meno di un caffè in un bar del centro, non ci si possa aspettare un capolavoro, ma so benissimo quanta fatica c'è dietro a quel lavoro, la stessa che hanno dovuto fare grandi autori, che affiancati dalla persone giuste poi ce l'hanno fatta.
Io per fortuna ho un contratto con una casa editrice Lettere Animate, che mi sostiene e mi aiuta in quella che è da un anno diventata la mia più grande passione. Sono forti!

Hai già progetti di scrittura futuri in testa?

Ho un libro quasi pronto, si tratta sempre naturalmente di un romanzo pieno di amore e di sentimenti. Purtroppo devo deludere un po' dei miei lettori, non si tratta di un sequel. Credo che Martina e Thomas stiano bene così... per adesso.
E' una storia tutta italiana, con personaggi molto semplici e comuni, ma con tante cose da dire.

Sono sicura che i tuoi lettori ti seguiranno anche in questa nuova storia! Ti auguro tanta fortuna! Grazie ancora per averci permesso di conoscerti meglio. :)

martedì 9 dicembre 2014

[In my mailbox #23] - Acquisti Novembre 2014

E' saltato il video di Ottobre, lo so, c'è comunque da dire che non avessi moltissima roba da mostrarvi, comunque sia trovate il video sul mio canale Youtube.
Oggi invece sono qua per mostrarvi quelli che sono stati i miei acquisti del mese di Novembre appena passato. Se mi seguite sulla Pagina Facebook, saprete che da questo video in poi riprenderò anche a condividere con voi, oltre ai libri, anche i vari fumetti che recupero ogni mese (e non sono per nulla pochi).
Voi cos'avete acquistato a Novembre? Avete letto qualcuno di questi volumi? ^^

lunedì 8 dicembre 2014

Cosa vi consiglio di leggere a Natale? - Xmas Books

Ciao a tutti miei cari lettori e lettrici e benvenuti in questo nuovo post qua sul blog! Innanzitutto buona Festa dell'Immacolata a tutti quanti voi! Avete approfittato di questa giornata festosa per fare l'albero? Io sì! *alza la mano

Come sappiamo con l'arrivo dell'8 Dicembre, siamo entrati al 100% del periodo natalizio e con esso è giunto anche il momento di regali nonché letture a tema. Cosa? Non sapete cosa leggere e/o regalare? Ci penso io a sciogliere ogni vostro dubbio! ;P Ecco cosa la sprovveduta Spiccy vi consiglia! Sei titoli tutti diversi fra loro, per grandi e piccini. Buona visione! ^^

[Recensione] - "Alice (Wonderland)" di Roberto Incagnoli

Se mi seguite ormai da un po' di tempo saprete che fra i miei cinque libri preferiti spicca "Alice in Wonderland" di Lewis Carroll, ecco perchè non appena ho visto questo titolo, Alice (Wonderland) di Roberto Incagnoli, nel catalogo della casa editrice Lettere Animate, ho subito pensato di volerlo leggere.
Non potevo fare una scelta più azzeccata, di conseguenza non posso che ringraziare la CE per avermi dato la possibilità di assaporare quest'opera illustrata dove l'animo umano si presenta in tutto il suo "decadere".

 E' la storia di Alice rivisitata in una chiave del tutto cruda con sfumature puramente gotiche, dove la brutalità della vita la fa da padrona sull'esistenza della protagonista tanto che, capitolo dopo capitolo, anche il lettore si sente angosciato e vive in prima persona il tutto.
Alcolismo, stupro, aborto, prostituzione, follia, anoressia e morte; sono questi i vari temi che si possono trovare all'interno delle sue pagine.
Lo stile è molto lineare e scorrevole nonché ricco di metafore che donano al testo una drammaticità ancora più intensa tanto che l'impatto finale, già piuttosto forte di suo, risulta ancora più crudo e toccante.

Una cosa che ho davvero molto apprezzato sono le varie illustrazioni in bianco e nero in totale stile alla Tim Burton, la cui presenza dona quel tocco in più all'interno della storia. Complimenti vivissimi a Fabrizio Lavezzi, artista delle varie tavole.

Davvero una storia che colpisce ed allo stesso tempo lascia davvero molto, una lettura altamente consigliata!


Il mio voto:

sabato 6 dicembre 2014

Oggi parliamo con... #3 - Valeria Marasco

Bentrovati amici ed amiche lettori/lettrici. Dopo un piccolo periodo di silenzio, oggi sono qua per presentarvi una nuova scrittrice: Valeria Marasco.

1. Ciao Valeria, grazie innanzitutto della tua disponibilità. Che ne diresti d'iniziare parlandoci un pochino di te, di cosa ti piace fare ma soprattutto cosa ti ha portata ad approcciarti alla scrittura e che ruolo ha quest'ultima nella tua vita?

Grazie a te per avermi accolto nel tuo blog.
Dunque, mi chiamo Valeria Marasco e sono sì una scrittrice, ma sono anche grafica pubblicitaria e cantante lirica. A prima vista, pare che questi ambiti non centrino molto fra loro, ma io sostengo il contrario. Amo l’arte in ogni sfaccettatura e studiare disegno, canto, recitazione e infine dedicarmi alla scrittura, sono tutte passioni a cui non posso rinunciare. Come dicevo, sono diplomata grafica pubblicitaria e anche se non è quello che faccio principalmente nella mia vita, mi diverto collaborando come grafica per un blog e devo dire che la cosa mi piace parecchio.
Ho una laurea in musica, acquisita presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia, con specializzazione in canto lirico. Ed è stato proprio durante il mio penultimo anno di studio, che mi sono avvicinata alla scrittura. Quello, per me, è stato un periodo particolarmente duro e scrivere mi ha aiutato parecchio, ricordo che non riuscivo a staccarmi dal computer e lavoravo anche di notte, lo ammetto… a volte ho trascurato lo studio per poter finire il mio primo romanzo, ma dovevo trovare ancora il mio equilibrio e affrontare con metodo questa nuova passione esplosa all’improvviso.
Attualmente scrivere è una delle cose più importanti per me. Ho appena terminato il mio terzo romanzo e sento che ho ancora mille storie da raccontare.

2. "Solo un attimo" è il titolo del tuo romanzo, da cosa ti è nata l'idea di questa storia dai colori rosa?

Solo un Attimo è il primo volume di una trilogia chiamata “Qualcosa è cambiato”, il tema portante della serie è il destino. Da cosa è nata l’idea? Non te lo so dire con certezza. Quando scrivo, fino a circa metà libro, non ho idea di come evolverà la trama e quali colpi di scena ci saranno. Solitamente comincio la prima pagina di un racconto visualizzando una scena, come in un film. Ed è proprio così che è cominciata con Solo un attimo. Ho visualizzato Sarah, la protagonista, intenta a lavorare al suo Mac e poi è stato semplicemente tutto un susseguirsi di fatti. Come un fiume che non si riesce ad arginare fin quando non scrivo la parola FINE.
Ho scelto il tema del destino perché fondamentalmente sono una donna fatalista, mi piace credere che le cose possano accadere per un motivo e spesso nelle mie fantasie, mi sono chiesta come sarebbe cambiata la mia vita se avessi fatto scelte diverse e così ho voluto immaginare la mia protagonista, una donna “costretta” a fare i conti con il destino, coinvolgendola in una situazione surreale.

3. Ti va di parlaci un pochino della trama?

Sarah è una grafica pubblicitaria, si dedica al suo lavoro con tutta se stessa nella speranza di riuscire ad affermarsi sempre più. Sue amiche e complici, sono Jenny (l’amica di sempre e artista con una sua personalissima visione della vita) e Lisa (una donna molto quadrata e dedita al lavoro, nonché suo capo.) La vita stabile e incolore di Sarah, presto subirà cambiamenti radicali a cominciare da un incidente stradale scampato per miracolo. Da quel momento, strani avvenimenti si abbatteranno su di lei e sul suo nuovo e affascinante collega, conosciuto proprio in quel fatidico giorno.
Il destino terrà le redini di questo strano gioco e, per fortuna o per disgrazia, le loro vite cambieranno per sempre.

4. Com’è stato scriverlo? Quali sono stati i momenti più importanti e quali gli aspetti che hai cercato di valorizzare da far emergere maggiormente in questa storia?

Scrivere Solo un Attimo è stato come fare un giro interminabile sulle montagne russe. C’erano giorni in cui mi sembrava che fosse tutto da buttare, altri in cui ero convinta di avere l’idea vincente e altri ancora (più o meno a metà libro) in cui stavo per premere il tasto CANC del computer in un momento di totale insoddisfazione.
La fortuna ha voluto che la mia migliore amica, seguendo passo dopo passo l’evoluzione della trama, ha voluto incoraggiarmi e ha fatto il tifo per Sarah e Christian sin dall’inizio. Solo quando ho scritto la parola FINE e ho riletto tutto il romanzo dal punto di vista di una lettrice, mi sono convinta di aver partorito il mio piccolo miracolo, un qualcosa di mio a cui tuttora sono legata in maniera indissolubile. Con la storia di Sarah e Christian, ho cercato di sottolineare l’importanza di non dare mai nulla per scontato. Tutto attorno a noi è in continuo mutamento e una donna che decide di lasciarsi andare ai sentimenti è una donna viva, libera di vivere a trecentosessanta gradi. Del resto, che cos’è la libertà se non la scelta di amare e lasciarsi amare?

5. Si dice che, di solito, prima di essere scrittori si è anche lettori. Sei d'accordo con quest'affermazione? Quanto è importante la lettura nelle tue giornate? Quali sono i generi che maggiormente ti affascinano?

Sono assolutamente d’accordo. Se non fossi stata un’accanita lettrice, non sarei mai stata in grado di produrre qualcosa di mio. La lettura occupa un posto fondamentale nella mia vita, quasi quanto la scrittura, tant’è che ho una media di lettura di un libro e mezzo a settimana.
Essere prima di tutto lettrice è la cosa principale secondo me. Nonostante la storia vincente nella testa, bisogna saperla tramutare in sentimenti ed emozioni, non si può relegare la creazione di un romanzo ad una semplice descrizione dei fatti. Bisogna cercare di parlare con il cuore e solo perdendosi tra le parole di altri autori e di altre storie ci si può lanciare nell’impresa di raccontare un qualcosa che faccia emozionare.
I generei che amo leggere sono per lo più romanzi rosa, new adult, erotici e fantasy. Quelli che proprio non riesco ad amare sono quelli storici. Ci ho provato, ma non fanno proprio per me.

6. Hai già progetti di scrittura futuri in testa?

Certamente, ho terminato il secondo volume della trilogia e ho iniziato già il terzo. Parallelamente ho cominciato una storia un po’ diversa da quello che è stato il mio genere finora, sarà una sorta di thriller dai risvolti noir.
La mia testa è piena di idee, spero solo di riuscire a svilupparne almeno la metà.
Colgo l’occasione per ringraziarti di avermi dato la possibilità di parlare ai lettori del mio romanzo, godetevi la lettura, perché come dico sempre: basta Solo un Attimo… e tutto può cambiare!


Grazie davvero per averci donato uno spazio del tuo tempo ed averci permesso di conoscerti e di conoscere la tua opera! :)


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